Avec Kim
Un film di Claire Denis
Un’autofficina priva di finestre, immersa nella luce intensa e bianca dei neon. Da sotto una massiccia berlina degli anni ’80 emerge una giovane donna, con il volto e la tuta da meccanico coperti di grasso. Dopo una dura giornata di lavoro passata a rimettere in funzione questa capsula del tempo automobilistica, si strofina energicamente al lavandino per ripulirsi. Anche questo richiede tempo. Fuori è ancora giorno. La porta del garage si apre e l’auto, completamente trasformata, si immette con cautela in una strada di Parigi. Riconosciamo la conducente, una donna dal fascino misterioso, vestita dalla testa ai piedi di un completo di pelle scura. I capelli, gli occhiali da sole: appartengono a un’altra epoca, a un tempo precedente al nostro. La seguiamo per le strade di Parigi illuminate dalla luce del giorno, con un’inquadratura in soggettiva e la musica ad accompagnarla, mentre una serie di piccoli misteri e incontri poetici si intrecciano al suo viaggio silenzioso che la conduce verso Kim.
“Avec Kim”, diretto dalla regista e sceneggiatrice francese Claire Denis, è il 32° episodio di Miu Miu Women’s Tales, la serie di cortometraggi che invita le più profonde e originali registe contemporanee a indagare vanità e femminilità nel XXI secolo. Nel corso di cinque decenni, i film di Claire Denis — spesso definiti un “cinema del corpo” — hanno esplorato a fondo le tematiche del colonialismo e del postcolonialismo, dall’Africa occidentale alla Francia contemporanea: Beau Travail (1999) è considerato uno dei più grandi film di tutti i tempi. Questo nuovo cortometraggio, “Avec Kim”, cristallizza l’essenza dell’approccio di Denis, da lei stessa descritto in questo modo: “filmare i corpi è l’unica cosa che mi interessa”. Uno stile cinematografico che privilegia l’esperienza sensoriale — le immagini, i suoni e la presenza fisica dei corpi — rispetto a una narrazione o a dialoghi espliciti. “Avec Kim” celebra e mette in discussione i cliché legati ai personaggi femminili, come le fonti della loro forza, il potere giocoso delle amicizie tra donne e la capacità dell’abbigliamento di reinventare il personaggio.
Celebre per lasciare al cast grande libertà d’interpretazione e improvvisazione, Denis afferma che “per me il coreografo più importante è la macchina da presa, perché è vicina agli attori e li rispetta”. La protagonista di “Avec Kim” è interpretata da Suzanne Lindon, figlia degli acclamati attori Vincent Lindon e Sandrine Kiberlain e cresciuta in un ambiente parigino dalla forte impronta artistica. Ha esordito come attrice nel film francese Spring Blossom (2020), da lei stessa scritto e diretto all’età di soli 19 anni. Kim Gordon, cofondatrice della leggendaria band art-rock Sonic Youth, divenuta poi artista visiva, autrice e, più di recente, musa della cultura della moda per intere generazioni, interpreta l’eponima “Kim”. Gordon ha inoltre curato la colonna sonora del film, dando vita a un’opera sensuale e di ampio respiro che ritrae le infinite storie umane della città. L’attenzione cinetica di Claire Denis ai gesti intenzionali e agli atti di generosità in “Avec Kim” è emblematica del suo linguaggio cinematografico, che, come lei stessa afferma, è “fatto di tenerezza e amore per gli esseri umani, anche quando possono essere molto brutali”. “Avec Kim” è un road movie parigino fatto di piccole cose: il contrasto tra i corpi delle donne, i personaggi che interpretano e la vastità emotiva che le avvolge.
Nata a Parigi, Claire Denis trascorse l’infanzia in diversi Paesi africani, in particolare in Camerun. Tornata in Francia all’età di 12 anni, scoprì il cinema d’autore grazie a un insegnante cinefilo. Nel 1972 si diplomò all’IDHEC e divenne aiuto regista, lavorando al fianco di Robert Enrico (The Old Gun nel 1975 e L’Empreinte des géants nel 1980) e Wim Wenders (Paris, Texas nel 1984 e Wings of Desire nel 1987). Incontrò Agnès Godard, all’epoca assistente alla macchina da presa di Wenders, destinata a diventare la sua direttrice della fotografia. Collaborò quindi con Jim Jarmusch per Down by Law (1986). Nel 1988, il suo lungometraggio d’esordio Chocolat — una storia semiautobiografica ambientata nell’Africa coloniale degli anni Cinquanta — fu presentato in concorso al Festival di Cannes, ottenne una candidatura ai César e fu acclamato dalla critica americana. Nel 1994, I Can’t Sleep fu selezionato per Un Certain Regard. Nel 1996 vinse il Pardo d’Oro a Locarno per Nénette and Boni. Seguirono Beau Travail (1999), Trouble Every Day (2001), Friday Night (2002), 35 Shots of Rum (2008), White Material (2009), Bastards (2013), Let the Sunshine In (2017) e High Life (2018). Il suo film Both Sides of the Blade si è aggiudicato il Leone d’Argento al Festival Internazionale del Cinema di Berlino nel 2022, mentre Stars at Noon ha vinto il Grand Prix a Cannes nello stesso anno. Il suo ultimo lungometraggio, The Fence, è uscito nel 2025
Il nuovo episodio di Claire Denis per Miu Miu Women’s Tales sarà presentato in anteprima durante le Giornate degli Autori della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia il 5 settembre 2026, insieme alla proiezione del 31° episodio, “Discipline” della regista Mona Fastvold. Il cortometraggio sarà disponibile sui canali digitali di Miu Miu e successivamente distribuito in streaming a livello globale su MUBI.