MIU MIU LITERARY CLUB 2026
POLITICS OF DESIRE
Circolo Filologico Milanese - Via Clerici, 10 – Milan
22-24 aprile 2026


Miu Miu presenta Literary Club, 2026 - “Politics of Desire”. Sotto la direzione di Miuccia Prada, giunto alla sua quarta edizione (Milano 2026, 2025, 2024 - Shanghai 2025), l’evento come per le passate edizioni si propone di consolidare ulteriormente il dialogo di Miu Miu con la cultura contemporanea, attraverso una riflessione su sessualità, desiderio e consenso. Dalla dimensione personale a quella politica, e dalla letteratura alla vita, il desiderio emerge come forza fondante del diritto all’autodeterminazione: un radicale atto di resistenza.

Questa edizione si concentra sulle opere di due grandi maestre della scrittura: Annie Ernaux, Premio Nobel per la Letteratura 2022, con Memoria di ragazza (2016), e Ama Ata Aidoo, una delle figure più autorevoli della letteratura africana e icona del pensiero femminista post-coloniale con Cambiare: una storia d’amore (1991). Articolato su tre giorni, il Miu Miu Literary Club si ispira alla tradizione europea dei salotti letterari e trova casa al Circolo Filologico Milanese. In aggiunta alle conversazioni, per la prima volta il programma si completa con due lecture, pensate come momenti di approfondimento e invitando il pubblico a considerare come la letteratura possa diventare uno strumento per mettere in discussione ruoli e identità.

Giorno 1 - 22 aprile 2026

Il programma si apre il 22 aprile con “Memoria di ragazza” di Annie Ernaux, una conversazione ispirata all’omonimo libro. Nata in Francia nel 1940, Ernaux è celebrata pioniera dell’auto-socio-biografia ed è nota soprattutto per il memoir storico Gli anni (Les Années, 2008). Memoria di ragazza, opera più recente, pubblicata originariamente in Francia nel 2016, analizza l’estate decisiva del 1958, quando Annie, diciottenne animatrice in un centro estivo, vive le sue prime esperienze sessuali. Tra lo sguardo ingenuo della sé stessa più giovane e la consapevolezza dell’età adulta, la protagonista osserva il divario delle politiche sessuali e delle dinamiche di potere che hanno plasmato la sua identità e che, in ultima analisi, hanno acceso la sua vocazione alla scrittura. Questa prima conversazione esplorerà le complesse intersezioni tra desiderio e consenso, interrogandosi su come le aspettative sociali modellino la comprensione condivisa dell’esperienza personale. Al centro anche il potere trasformativo della memoria, intesa come testimonianza di autodeterminazione e resilienza. I temi saranno discussi da un gruppo di relatrici: la scrittrice, critica e traduttrice francotedesca Annabelle Hirsch, la scrittrice, attivista e pioniera del femminismo italiano Lea Melandri, e la scrittrice e giornalista Megan Nolan, irlandese di nascita e newyorkese d’adozione. L’incontro sarà moderato dalla scrittrice e curatrice britannica Lou Stoppard, per il terzo anno consecutivo al Literary Club.

Più tardi nel corso della stessa giornata si terrà la prima lecture, dal titolo “Il desiderio dopo l’IA”, in cui la teorica della cultura Olga Goriunova presenterà il suo ultimo libro, Ideal Subjects. The Abstract People of AI (2025), che indaga il progressivo trasferimento delle nostre vite e dei nostri comportamenti quotidiani nel mondo dei dati e dell’intelligenza artificiale, e l’orientarsi del desiderio verso astrazioni che restituiscono un ritratto insieme perturbante e affascinante della soggettività contemporanea nell’era tecnologica. Questa condizione comporta nuovi rischi: sebbene sappiamo come resistere alle vecchie norme e categorie, i nuovi “soggetti ideali” dell’IA appaiono personalizzati e prolifici. L’intervento di Goriunova sarà introdotto da Jennifer Guerra, giornalista e autrice italiana specializzata in studi di genere e diritti LGBTQ+. Guerra integra nelle sue analisi sul diritto contemporaneo e desiderio il concetto di soggettività nomade.

Giorno 2 - 23 aprile 2026

“Cambiare: una storia d’amore” s’incentrerà sull’omonimo romanzo di Ama Ata Aidoo, in apertura della seconda giornata del Literary Club il 23 aprile. Una delle voci più incisive della letteratura africana e prima drammaturga africana pubblicata, con la sua opera The Dilemma of a Ghost (1965), Aidoo è stata ministra dell’istruzione del Ghana dal 1982 al 1983, carica da cui si dimise per l’impossibilità di rendere l’istruzione realmente accessibile a tutti. Aidoo è inoltre fondatrice della Mbaasem Foundation, nata per sostenere le scrittrici africane. Nella sua opera, l’autrice esplora con costanza le complessità e le sfide che attraversano la vita delle donne africane nelle società postcoloniali. Pubblicato originariamente nel 1991, Cambiare: una storia d’amore, vincitore del Commonwealth Prize nel 1992, racconta la storia di una donna ghanese di mezza età che divorzia dal marito violento e sceglie di intraprendere un matrimonio poligamo, nell’illusione di preservare la propria indipendenza. Questa scelta diventa una lente intensa attraverso cui osservare le intricate intersezioni tra modernità, tradizione e agency femminile. Qui il desiderio si fa strumento di negoziazione politica: le scelte intime si misurano con strutture patriarcali e culturali. Nel dibattito, a esplorare il potere trasformativo dell’autodeterminazione e le complessità dell’amore contemporaneo saranno figure di rilievo internazionale: la romanziera e sceneggiatrice italiana Francesca Marciano, la scrittrice e attivista liberiano-americana Wayétu Moore e l’antropologa surinamese-olandese Gloria Wekker, professoressa emerita di Gender Studies. A moderare sarà la giornalista, autrice e critica Nadia Beard.

A questa conversazione seguirà la lecture “Come parliamo di consenso?”, in cui Katherine Angel -autrice di Tomorrow Sex Will Be Good Again: Women and Desire in the Age of Consent (2021), esplora il sesso nella società contemporanea - riflettendo su come, in nome del consenso e dell’empowerment, alle donne venga spesso chiesto di dichiarare i propri desideri in modo chiaro e sicuro, anche se le condizioni del desiderio sessuale, in un mondo fatto di vincoli ed incertezze, non sono sempre favorevoli all’erotismo. Angel sostiene che aspettarsi che le donne sappiano sempre esattamente ciò che vogliono imponga loro un onere ingiusto, e propone, invece, un’etica della sessualità fondata su vulnerabilità reciproca, fiducia e comunicazione. A introdurre l’intervento di Angel sarà Elisa Cuter, critica cinematografica e ricercatrice che si occupa di cinema, politica e sessualità presso la Filmuniversität Babelsberg Konrad Wolf in Germania.

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Conversazioni e lecture sono a cura di Olga Campofreda, scrittrice e ricercatrice di cultura, lingua e letteratura italiana, in collaborazione con la filosofa femminista Rosi Braidotti, seguite da performance musicali dal vivo e letture di prosa e poesia.

Per la prima volta, il Miu Miu Literary Club ospiterà anche una “Curated Library”, uno spazio di consultazione e ispirazione curato da Rosi Braidotti. Allestita all’interno del Circolo Filologico, la “Curated Library” presenterà una selezione di volumi dedicati al potere della scrittura come mezzo creativo che, da secoli, consente alle donne di dar voce ai propri desideri e ai propri ideali e di affermare la propria indipendenza.

Infine, quest’anno il Literary Club si arricchisce di un’ulteriore giornata aperta al pubblico. Il 24 aprile, il Circolo Filologico, si trasformerà in una reading room in cui i visitatori potranno fermarsi a leggere e scoprire la selezione di libri di Braidotti. Pensato per valorizzare il dialogo culturale e rafforzare il senso di comunità, questo momento conclusivo, dalla struttura più libera, mira a favorire il confronto e consolidare la forza della parola scritta. Durante le tre giornate dell’evento ai visitatori verranno omaggiate le copie di Memoria di ragazza e di Cambiare: una storia d’amore.

Annie Ernaux

Nata nel 1940 in Normandia, Annie Ernaux ha trascorso oltre mezzo secolo a indagare la distanza tra la memoria personale e la storia sociale. Cresciuta a Yvetot, dove i genitori gestivano un bar-drogheria, i suoi primi anni sono stati segnati dal passaggio dal milieu operaio all’ambiente borghese di una scuola cattolica privata: una transizione che ha innescato un’indagine permanente sulle complessità del transito sociale. I suoi anni formativi sono stati scanditi da partenze cruciali: un’estate in una colonia di vacanze nel 1958, che ha segnatole sue prime esperienze sessuali, e un periodo come ragazza alla pari a Londra nel 1960. Questi momenti, successivamente distillati in Memoria di ragazza (2016), l’hanno portata ad abbandonare la formazione magistrale per intraprendere la laurea in lettere a Rouen. Questa svolta intellettuale ha gettato le basi per la sua doppia vita di insegnante e scrittrice. Mentre otteneva l’abilitazione attraverso la prestigiosa agrégation e cresceva due figli, Ernaux ha iniziato a sviluppare la sua firma stilistica, l’écriture plate (scrittura piatta): una prosa clinica e scarnificata, concepita per spogliare il memoir tradizionale da ogni sentimentalismo. Il suo debutto letterario è avvenuto nel 1974 con Gli armadi vuoti, un resoconto romanzato del suo aborto clandestino nel 1964. Tuttavia, è stato Il posto (1983), un ritratto spietato della vita e della morte di suo padre, a garantirle un ampio consenso e il Prix Renaudot. Dopo essersi trasferita nella città di Cergy-Pontoise nel 1977, dove risiede tuttora, ha continuato a smantellare i silenzi che circondano l’esperienza femminile. Il suo capolavoro del 2008, Gli anni, ha ridefinito il genere intrecciando la propria vita con sei decenni di storia collettiva francese, ottenendo il riconoscimento internazionale e la candidatura all’International Booker Prize. Nel 2022, Ernaux è stata insignita del Premio Nobel per la Letteratura per l’acutezza clinica con cui svela le radici della memoria personale. Prima donna pubblicata ancora in vita nella collana Quarto di Gallimard, resta una figura monumentale la cui opera trasforma l’intimo in un atto politico radicale.

Ama Ata Aidoo

Nata nel 1942 nella Costa d’Oro (l’odierno Ghana), Ama Ata Aidoo è una delle voci più incisive della letteratura africana, la cui opera si è concentrata fin da subito a smantellare i paradossi che circondano la donna moderna. Il suo percorso intellettuale è iniziato all’Università del Ghana, dove di si è presto distinta guadagnandosi il riconoscimento internazionale. Nella sua opera teatrale d’esordio, The Dilemma of a Ghost (1965), ha esplorato l’attrito tra la cultura tradizionale africana e il ritorno delle élite istruite in Occidente, un tema che è diventato centrale nella sua prima produzione. La letteratura di Aidoo non è mai stata puramente estetica, ma ancora oggi si distingue come atto di osservazione radicale. Nel suo romanzo sperimentale, Our Sister Killjoy (1966), e nella raccolta di racconti No Sweetness Here (1970), ha utilizzato le tradizioni orali della sua eredità per parlare direttamente delle complessità della società comunitaria. Ha rifiutato apertamente l’idea che l’istruzione occidentale fosse il principale catalizzatore per l'emancipazione delle donne africane, sostenendo invece che tali influenze spesso imponessero nuove restrizioni. Il suo lavoro ha dato visibilità allo sfruttamento delle donne che, rimaste a capo del nucleo familiare a causa di guerre o disoccupazione, sono state costrette a vivere in un mondo che ignorava la loro capacità di autodeterminazione. Oltre la pagina scritta, l’impegno di Aidoo per il suo Paese si è riflesso nel suo incarico di Ministro dell’Istruzione del Ghana nei primi anni Ottanta. Dopo un periodo di silenzio letterario, è tornata con la raccolta di poesie Someone Talking to Sometime (1985) e l’acclamato romanzo Cambiare: una storia d’amore (1991), vincitore del Commonwealth Prize. Durante tutta la sua carriera, che ha visto incarichi di insegnamento da Cape Coast a Stanford, Aidoo è arrivata a occupare un posto di rilievo nel discorso letterario internazionale. Fino alla sua morte, avvenuta nel 2023, la scrittrice non ha mai smesso di fare luce sull’esperienza delle donne africane riportandole al centro della scena letteraria globale proprio grazie alle sue opere.